Progettazione e ristrutturazione, ecco le idee per rispondere alle nuove esigenze delle farmacie

Siamo entrati nell’era post Covid-19, la tanto attesa (e temuta) fase 2, quella in cui si fanno i conti con i mutamenti profondi subìti dalla nostra quotidianità. Molti di questi sono legati alla nostra capacità di concepire la vita sociale, come l’accesso ai presìdi di qualsivoglia natura (negozi, uffici). Le nuove regole da rispettare al loro interno stanno imponendo dei cambiamenti strutturali, logistici e di layout, per meglio facilitarne la fruizione sia da parte dell’utenza sia da parte di chi vi opera. In questa sede il focus  è dedicato, naturalmente, alle modifiche relative agli spazi delle farmacie, da attuare non solo nella contingenza della fase 2, ma potenzialmente permanenti e che consentiranno di ovviare a problematiche molto sentite sul lungo periodo. Cosa bolle in pentola lo abbiamo scoperto parlandone con l’architetto Flavio Leggeri, responsabile del settore Farmacie per Itab, azienda leader in Europa nel settore retail.


“Tanto per cominciare – spiega Leggeri – credo che il semplice allargare o restringere gli ambienti del negozio-farmacia senza un valido criterio e un concept concreto alle spalle sia praticamente inutile. Allo stesso modo considero poco attuabile qualsiasi spostamento degli arredi che vada a pregiudicare il layout ed il regolare flusso delle persone all’interno della farmacia.

La consegna dei medicinali a domicilio? È una scelta possibile ma non una soluzione. La Farmacia non è Amazon, poiché non vende solo prodotti ma offre servizi come autoanalisi e telemedicina per non parlare dei preziosi consigli dei farmacisti che, all’interno delle farmacie, fisicamente, come abbiamo potuto constatare in questo periodo d’emergenza, sono sempre stati il primo presidio medico. Ok. Che fare allora?

“La nostra idea e la relativa proposta è nata guardandoci dentro, all’interno della nostra produzione a livello internazionale – racconta l’architetto -. Abbiamo scoperto che le soluzioni ce le avevamo già, e che dovevamo solo declinarle nell’ottica della farmacia.” Una su tutte: i locker. “Quegli armadietti metallici – spiega l’architetto – presenti spesso all’ingresso dei centri commerciali in cui vengono recapitati gli ordini effettuati sui vari e-commerce, accessibili tramite codice dalla clientela”.

Un’idea mutuabile sul settore farmacie, e che ha già ricevuto moltissimi riscontri positivi e richieste. Leggeri ci illustra nel dettaglio la procedura: “Attraverso i locker prodotti da ITAB, chiamati ‘Click & Collect’, con la ricetta dematerializzata, il cliente può contattare la farmacia (tramite whatsapp, telefono, o utilizzando il portale web della farmacia) e, fornendo dati e tessera sanitaria, può chiedere che i farmaci prescritti vengano fatti trovare pronti all’interno del ‘Click & Collect’. Il farmacista prepara il prodotto, contatta tramite whatsapp o telefonicamente il cliente comunicandogli il codice per il ritiro, il cliente arriva fuori alla farmacia e ritira i prodotti”.

Questa procedura elimina innanzitutto il problema “fila” ma, come sottolinea Leggeri “dovevamo pensare a qualcosa che completasse l’offerta presente, come accennato prima, nello spazio fisico della farmacia. Mi spiego: per il cliente entrarvi e sostare, visionando i prodotti più appealing (integratori, cosmetici e tutto ciò che è parafarmaco), usufruire dei servizi e dei consigli presenti in farmacia, significa completare un’esperienza al servizio del proprio benessere e della propria salute. Ebbene, la nostra proposta è questa – spiega l’architetto -: una volta ritirato il prodotto dal ‘Click & Collect’, al cliente arriva sullo smartphone un priority pass che gli permetterà di completare, rapidamente, le proprie richieste all’interno della farmacia. Una sorta di premio per aver scelto di collaborare con la farmacia semplificando le dovute operazioni di distanziamento legate alla sicurezza.

Quindi lei immagina che continueranno ad esserci file all’esterno?

Bisogna specificare che lo strumento di gestione della fila è la nostra seconda proposta, integrabile all’acquisto del ‘Click & Collect’ ma che funziona autonomamente, a prescindere da esso; infatti può essere un’ottima idea per chi, pur non volendo o non potendo acquistare il ‘Click & Collect’ (per questioni di spazio o di spesa), voglia sviluppare un sistema sicuro, rapido e affidabile da offrire ai propri clienti nell’atto dell’acquisto.

Come funziona?

La fila sarà programmata e virtuale, dal momento che, sempre tramite smartphone, il cliente è aggiornato sullo scorrimento della coda, e potrà quindi decidere di aspettare il suo turno in auto, o sbrigando altre commissioni. Quando arriverà il suo turno, il cliente potrà prendersi in tutta calma il tempo per completare la sua spesa all’interno della farmacia”.

Si tratta di soluzioni integrabili e complete, economicamente leggere (il costo di un locker è più o meno uguale a quello di un distributore 24h) che si candidano a rimanere nel format delle farmacie sul lungo periodo per ovviare a una serie di criticità che l’emergenza Covid ha saputo portare alla luce, ma che sono sempre esistite. “Queste novità – conclude l’architetto – rispondono ad esigenze sempre più forti, sia da parte dei titolari che della clientela: dispensare farmaci in sicurezza; alleggerire l’ambiente farmacia; permettere uno shopping emozionale in tutta tranquillità”.